GIO-BARBAM.gif (4113 byte)Questo Sito ha lo scopo di fornire informazioni aggiornate ai Medici che seguono o hanno seguito i miei corsi, agli Amici ed ai Pazienti.
Dott. Giorgio Fippi Medico Chirurgo ( Curriculum )   Viale della Marina 9  -   Lido di Roma  tel. +39 - 0656.324836- Roma EUR Viale dell'Umanesimo 199  - Orario di studio martedì e giovedì 16-20 - Per comunicazioni urgenti - cell. 3483339648 info: venerdì dalle 15 alle 18 
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TESI F.EL.C.

F.EL.C. (Flusso di ELettroni Convogliati )
Diversamente dal radiobisturi e dal Laser, Il resurfacing con il felc, puo' essere condotto su aree non contigue senza pericolo di discromie tra le zone trattate e l'area circostante.
Per dirla meglio, possiamo "pulire" una parte di una macchia cutanea(cloasma o anche una macchia senile o delle efelidi), per poi continuare, in un secondo momento, con le parti circostanti.
Con il Laser o il Radiobisturi, sicuramente, lascieremmo delle aree di colore diverso, se non addirittura, in alcuni casi, completamente depigmentate.
Difatti, con questi strumenti, e chi come il sottoscritto opera in chirurgia dermatologica lo sa bene, quando si effettua un Resurfacing, ci si deve comportare come con i peeling chimici.
Le aree trattate devono essere contigue e, nel caso del viso, si deve arrivare sotto l'arco mandibolare a causa della differenza di colore che si ottiene a fine trattamento.
Questo è il limite del resurfacing con Laser, Radiobisturi e peeling chimici.
FELC39.gifCon il FELC ovviamente le cose cambiano, in molti casi, se la zona lo consente si potra addirittura intervenire solo sui corneociti superficiali senza avere formazione di croste dopo l'intervento.
Inoltre, proprio per evitare che si formino croste troppo larghe, che involontariamente potrebbero rompersi nel sonno, si cerca di interromperle, per continuare sulla stessa parte nelle sedute successive.
Nei casi dove e' necessario approfondire la lesione vedremo che la caduta della crosta avverra' tra i tre ed i dieci giorni, a seconda dei casi.
Non si avranno mai delle macchie chiare in sede di intervento, dato che diversamente dal Laser e dal Radiobisturi, non si scotteranno i melanociti dermici, anche asportando dei grossi nei pigmentati.
Inoltre potremo evitare di mettere punti di sutura o fare medicazioni dopo l'intervento, visto che con il Felc, non si provoca alcun tipo di ferita sanguinante, i tessuti sono ben asciutti, la parte potrà essere toccata subito appena finito l'intervento, visto che risulta esangue e quasi "guarita".
Questo, specialmente nel caso di nei, fibromi, verruche ed altre lesioni in rilievo, risulta particolarmente utile, al fine di levigare perfettamente la parte rispetto ai tessuti circostanti.
 
PERIORBITARIE.jpg (3608 byte)RUGHE PERIORBITARIE : eliminare solo lo strato corneo superficiale
Intervenire unicamente sui lati, mai nel solco - Rimuovere i depositi di carbonio con cotone garzato e benzalconio - ELIMINARE LE EVENTUALI IPERCROMIE
Questa tecnica di chirurgia di superficie mediante flussi convogliati di elettroni a corrente costante, mi è stata dettata dalla necessita’ di intervenire su patologie o inestetismi, dove risulta difficoltoso l’utilizzo del laser (per il coefficiente di riflessione o di assorbimento) o del diatermocauterio, per la bassa conduttanza elettrica deltessuto. 
Per questo ho progettato un generatore di impulsi ad alta tensione a corrente costante, in grado di "bruciare" selettivamente i tessuti patologici.
I tessuti scarsamente conduttori sono difficili da trattare con la diatermochirurgia.
La corrente diatermica segue il percorso elettrico più breve, il più delle volte non desiderato.
I tessuti disidratati (strato corneo superficiale, corno corneo, ecc.) con la diatermochirurgia si comportano da isolanti impedendo di raggiungere il fondo della lesione.
Inoltre, la depolarizzazione delle terminazioni nervose libere, determina una sgradevole sensazione di scarica elettrica che rende necessaria un’anestesia locale.
 wpe57.jpg (8151 byte)
wpe56.jpg (6420 byte)Gli apparecchi per diatermochirurgia non tengono conto delle differenze di conduttanza dei tessuti
Ad esempio, un tiloma, una verruca vulgaris o una seborroica sono cattivi conduttori, quindi difficili da trattare,
mentre la cute e i vasi sono buoni conduttori, facili da trattare
Durante un intervento di diatermochirurgia, a parità di potenza, i tessuti distrutti sono quelli maggiormente conduttori.
L’incremento termico nei tessuti da operare dipende dalla reattanza del tessuto, cioè dalla resistenza elettrica alle correnti alternate, dalla durata in millisecondi dei singoli impulsi (duty cicle), dalla tensione applicata, dalla superficie di contatto (calibro e lunghezza dell’ago), dalla conduttanza termica del tessuto, intesa come capacità di dissipare il calore prodotto dal passaggio di corrente.
La mia tecnica, tenuto conto di quanto su esposto, consente di intervenire splendidamente sia su tessuti cattivi conduttori sia su tessuti normoconduttori  (Esempio: macchie cutanee, nevi, condilomi, fibromi, rughe), semplicemente cambiando tipo di sonda, senza causare avvallamenti, discromie, e, molto importante, senza dover praticare un’anestesia, tranne che per particolari tipologie d’intervento.
La parte trattata, inoltre, si raffredda automaticamente per evaporazione dei liquidi lesionali durante l’intervento (nel caso di patologie a conduttanza elettrica uguale a quella dei tessuti sani), non surriscaldando i tessuti circostanti.
Non richiede piastra flottante né occhiali protettivi per l’operatore, unica accortezza utilizzare la sonda adatta al tipo di intervento (Sonda per micro resurfacing, sonda per resurfacing classico, sonda per lesioni displasiche, sonda per lesioni ipertrofiche, sonda per lesioni vascolarizzate)
La superficie della zona operata, a differenza di altre tecniche, rimane perfettamente asciutta, non sanguinante, e non deve essere medicata alla fine del trattamento.
Tecnica:
Scegliere la sonda idonea al tipo d’intervento, Impostare il duty cicle, Avvicinare la sonda senza toccare la lesione, avviare l’erogazione tramite l’apposito pedale, evitare di portare il puntale a contatto con il tessuto da eliminare, in quanto il miglioramento di conduzione impedirebbe l’incremento termico del tessuto da distruggere
Rimuovere con un tampone garzato, il carbonio precipitato, allo scopo di operare sempre a cielo aperto.
Durante l’intervento, non si possono danneggiare i tessuti sottostanti in quanto una volta raggiunta la base della lesione, si incontra il tessuto sano che non viene coinvolto dal processo termico distruttivo, per la maggior conducibilità elettrica che presenta.Ad esempio, se trattiamo una verruca seborroica del viso, basta passare il puntale a caso su tutta la lesione, certi di rimuovere solo la seborroica senza ledere la lamina basale.Altro esempio pratico: il tiloma. Difficile da trattare in diatermochirurgia o con il LASER a causa della sua struttura, con questa tecnica siamo in grado di fermarci esattamente dove finisce la lesione. Nel caso delle rughe saremo in grado, con una potenza infinitamente piccola di coinvolgere esclusivamente i corneociti superficiali ai lati della lesione, eliminandoli senza croste.

FORMAZIONI CISTICHE

wpe13.jpg (5506 byte)Alcuni esempi di intervento con il felc, su cisti sebacee.
Particolare di un cencio necrotico asportato dal minuscolo foro praticato con il felc.
Ricordiamo ancora che non si usa piastra flottante e non si deve toccare la cute con il manipolo.
wpeD.jpg (3554 byte)wpeE.jpg (4628 byte)1°) CISTI DEL V° DITO

2°) ESECUZIONE DEL FORO DI DRENAGGIO

 

 

 

wpeF.jpg (3948 byte)wpe10.jpg (3724 byte)3°)ESTRUSIONE DEL  CONTENUTO

TECNICA DI ESTRAZIONE DEL CENCIO NECROTICO

 

 

 

wpe14.jpg (4717 byte)wpe15.jpg (5251 byte)CISTI RETRO AURICOLARE

 

ESECUZIONE DEL FORO DI DRENAGGIO

 

 

wpe16.jpg (4608 byte)

 

ESTRUSIONE DEL  CONTENUTO

 

CISTI SEBACEA DELL'INGUINE

wpe39.jpg (7113 byte)SEB-ING.jpg (3909 byte)

ASPETTO INIZIALE

TIPO DI EMISSIONE: TAGLIO

40WATTS

DUTY = 30 mSec.

 

wpe3B.jpg (6923 byte)seb-test.jpg (4249 byte)

ESTRUSIONE DEL CONTENUTO

 

 

 

 
wpe8.jpg (2583 byte)wpeB.jpg (2615 byte)CISTE SEBACEA DEL DORSO
FORO D’ACCESSO

 

 

wpe14.jpg (2733 byte)wpe15.jpg (2472 byte)

ESTRUSIONE CONTENUTO

 

 

 wpe16.jpg (2750 byte)wpe17.jpg (2732 byte)

ASPORTAZIONE DEL SACCO

 

 

FIBROMA CUTANEO SESSILE CON CORNO EPIDERMICO  wpe44.jpg (10487 byte)wpe45.jpg (10588 byte)TEMPO TOTALE INTERVENTO

CINQUE MINUTI

NESSUNA ANESTESIA SUPERFICIE  PERFETTAMENTE ASCIUTTA 

LO STRATO CORNEO PRESENTE SULLA SUPERFICIE DI QUESTO FIBROME, NE RENDEVA DIFFICOLTOSA L'ESCISSIONE CON IL DIATERMOCAUTERIO. INFATTI AL PRIMO TENTATIVO CON UNA POTENZA DI 70 WATTS ED UN DUTY DI 2 CENTESIMI, NON SI OTTENEVA CONTATTO. PER EVITARE DI ANESTETIZZARE LA PARTE, SI E' UTILIZZATO IL FELC CON IL RISULTATO CHE SI VEDE DALLE IMMAGINI SOTTOSTANTI. TUTTO L'INTERVENTO SI E' RISOLTO IN 5 MINUTI , IN MODO ESANGUE E SENZA ALCUN TIPO DI ANESTETICO.

wpe47.jpg (10382 byte)wpe48.jpg (9900 byte)PRIMA FASE DELL'INTERVENTO VAPORIZZAZIONE DELLO STRATO CORNEO SUPERFICIALE   FINE DELL'INTERVENTO TEMPO TOTALE TRASCORSO CIRCA CINQUE MINUTI

MEDICAZIONE CON POLVERE ANTISETTICA

 

 

wpe46.jpg (10117 byte)wpe5.jpg (3540 byte)

2 anni dopo. La cute sottostante la parte operata è ripigmentata fisiologicamente senza discromie. da notare lo sviluppo delle formazioni circostanti non trattate che hanno avuto la loro evoluzione fisiologica e che sarebbe ora di trattere, paziente permettendo.

 

CORNO EPIDERMICO

wpe49.jpg (7770 byte)wpe4A.jpg (7120 byte)SENZA ANESTESIA TEMPO SEI MINUTI DOPO 7 GIORNI

 

ALTRO ESEMPIO DI LESIONE DIFFICILE. - LA SUPERFICIE SI PRESENTAVA DELLA CONSISTENZA DI UN'UNGHIA PER CUI SI SAREBBE DOVUTA TRATTARE CON IL CLASSICO TAGLIO A LOSANGA, RELIQUANDO UN DANNO FISIOGNOMICO. CON IL FELC SI E' RISOLTO EGREGIAMENTE QUESTO TIPO DI INTERVENTO SENZA NEANCHE DOVER APPLICARE UN CEROTTO E SENZA CHE SI AVESSE GEMIZIO DI SANGUE O LIQUIDI INTERSTIZIALI.-wpe4B.jpg (6797 byte)wpe4C.jpg (6703 byte)

CORNO EPIDERMICO DEL DORSO DEL NASO

PARTICOLARE PRIMA DELL'INTERVENTO

PRIMA FASE - SENZA ANESTESIA

LA LESIONE VIENE TRATTATA SUI LATI

wpe4D.jpg (6694 byte)wpe4E.jpg (7113 byte)

IL PEZZO VIENE DISTACCATO

 

PERFEZIONAMENTO FINALE

 

wpe4F.jpg (6119 byte)wpe50.jpg (7899 byte)

VISTA SUPERIORE APPENA TERMINATO L'NTERVENTO NESSUN COINVOLGIMENTO DEI TESSUTI CIRCOSTANTI

VISITA DI CONTROLLO A SETTE GIORNI DALL'INTERVENTO - RIEPITELIZZAZIONE PERFETTA

 

MISCELLANEA
IN QUESTA MISCELLANEA, ALTRI TIPI DI INTERVENTI EFFETTUATI CON IL FELC, RIGOROSAMENTE SENZA ANESTESIA, SFIORANDO, SENZA TOCCARLA, LA SUPERFICIE CUTANEA.

wpe53.jpg (3364 byte)wpe54.jpg (2883 byte)NEVO DEL COLLO

 

NEVO DEL COLLO  A FINE INTERVENTO

 

 

wpe55.jpg (3634 byte)

A Sn: NEVO DEL COLLO CONTROLLO FINALE

 

 

wpe51.jpg (7354 byte)wpe52.jpg (7502 byte)

Sn = IGROMA

IGROMA FINE INTERVENTO

 

MACCHIE SENILI

ESEMPI PRATICI
www.gif (52880 byte)UTILIZZO DEL F.EL.C. IN UNA NEOFORMAZIONE PIANA, SENZA ANESTESIA

Il manipolo non deve toccare la lesione
Il fumo che si sviluppa, evita di surriscaldare la parte.
La lesione deve essere trattata per tutta la sua estensione, con particolare attenzione per i bordi.
Finito l'intervento, medicare con un comune disinfettante a base di benzalconio cloruro, e lasciare libera la parte, senza cerotti o bende.
Riassumendo: possibilità di intervenire anche sui tessuti cattivi conduttori.
Minimo coinvolgimento dei tessuti circostanti - molti interventi si possono effettuare senza anestesia - a contatto con i tessuti sani, si auto limita la potenza senza dare sensazione di "scossa" - non servono occhiali protettivi e neanche la piastra flottante - il puntale rimane sempre pulito esattamente come con il laser
È sufficiente avvicinare la sonda al tessuto senza toccare la parte
CISTI SEBACEA DEL VISO
wpe29.jpg (3749 byte)wpe2.jpg (3630 byte)Questa e' una tecnica che ho messo a punto per quei pazienti che non tollerano anestesia e uso del tagliente.
Non risulta invasiva e non esita cicatrici.

È' ovvio che puo' essere condotta perfettamente con il felc, ma anche per chi non possiede Laser o Felc, con un radiobisturi.In quest'ultimo caso si dovra utilizzare una potenza di

wpe3.jpg (4211 byte)wpe4.jpg (4030 byte) trenta watts, con un duty di circa dieci millisecondi.

Utilizzare un puntale da un millimetro e fare una anestesia di superficie.

Con il felc, invece, dovremo utilizzare l'emettitore di elettroni a circa un terzo di millimetro dalla cute senza mai toccarla, altrimenti non si avrebbe alcun effetto. ricordiamo che se il puntale emettitore del felc tocca la cute, diminuisce la resistenza per cui non avverrebbe nulla, ne combustione ne calore ne dolore. sarebbe come toccare il paziente con un ago attaccato ad un filo di cotone.TECNICA:
1°) PRATICARE UN FORO ESANGUE FINO AL CENTRO DELLA FORMAZIONE CISTICA
2°) ESTRUDERE IL CONTENUTO MEDIANTE IDONEA PRESSIONE PRATICATA CON COTONE IDROFILO
3°)AVVICINARE AL FORO UNA SIRINGA ALLESTITA CON ANTIBIOTICO IDONEO, SENZA AGO
 wpe7.jpg (4120 byte)wpe6.jpg (4014 byte)4°) IMPANARE LA SIRINGA SUL FORO E LAVARE CON ANTIBIOTICO IL SACCO
5°) DRENARE ANTIBIOTICO ED EVENTUALI RESIDUI DEL CONTENUTO, MEDIANTE IDONEA PRESSIONE PRATICATA CON COTONE IDROFILO
6°) ESTRARRE IL CENCIO NECROTICO CON L'AIUTO DI UNA KELLY

 

 

XANTELASMI

wpe29.jpg (13466 byte)wpe2C.jpg (15434 byte)Anche gli xantelasmi, essendo dei cattivi conduttori, con il felc possono essere trattati, senza "far battere ciglio" al paziente non anestetizzato e senza pericoli per la retina.

Nelle icone, tratte da un filmato che porto sempre a scopo didattico nelle mie presentazioni e alle lezioni di elettro laser chirurgia, si osserva la serenità con cui la persona, durante l'intervento, non batte ciglio.

wpe2B.jpg (12236 byte)wpe2A.jpg (13537 byte)Eppure la palpebra, notoriamente è una zona particolarmente sensibile.

 Da questo si deduce la scarsa sensazione di fastidio che si prova durante un intervento di FELC chirurgia, visto che il soggetto, non batte ciglio e non era anestetizzato.

NEOFORMAZIONI MULTIPLE
 
wpe36.jpg (5919 byte)Anche in questo caso non è stato necessario fare   anestesia.
La parte appena trattata, è stata medicata con della polvere di Katoxin dato che il clima era particolarmente caldo ed umido.
Naturalmente senza garze o cerotti, ecome si vede a dieci giorni la parte è perfettamente cicatrizzata ed a livello.
wpe33.jpg (7039 byte)Per confronto risulta utile il piccolo neo in alto a destra, attualmente ancora sotto osservazione in quanto a rischio, ma che non desta particolare preoccupazione.
Comunque è sempre estremamententeimportante non trattare mai una qualsiasi lesione che presenti anche il minimo dubbio diagnostico.
Nevi Multipli del viso
wpe37.jpg (5896 byte)Questo caso si presta molto bene a scopo didattico, visto che la paziente, inviatami da una struttura ospedaliera specialistica per interventi di chirurgia dermatologica, aveva paura di sentire dolore o vedere aghi.
 

 

PAG-1618.jpg (3115 byte)Una volta tranquillizzata da altri pazienti che uscivano dal mio studio, vinta la prima fase di ovvio timore, mi chiedeva di eliminare una sola formazione nevica alla volta.
 
 
PAG-1514.jpg (3177 byte)Nella prima immagine si vede la doppietta di nevi pigmentati ancora da trattare.
nella successiva, come appare la parte appena eliminata con il FELC una delle due formazioni.
Nella terza immagine, sette gioni dopo. esattamente prima di trattare la seconda formazione.
wpe34.jpg (5505 byte)Nell'ultima immagine ancora dopo sette giorni a crosticine cadute.
Come si apprezza dalle foto, i tessuti circostanti il neo trattato, non si presentano arrossati come avverrebbe con Laser o Radiobisturi.
La signora appena uscita, dopo l'interveto, si è truccata cun del fondotinta fluido sterile. per cui non si notava neppure il punto trattato.
NEOFORMAZIONI
wpe3C.jpg (7290 byte)DSC03827.jpg (3573 byte)Neo seborroico della tempia diametro 15 mm aspetto prima dell'intervento praticato sempre senza anestesia con FELC .
Sn = PRIMA DELL'INTERVENTO
Dx = APPENA TERMINATO
Aspetto della parte appena finito,
come si vede il colore scuro del carbonio formato dalla combustione proteica, è stato rimosso con del normale cotone idrofilo e benzalconio.
Tutti i punti intorno alla base non sono arrossati.
La signora non ha smesso un attimo di raccontarmi la sua vita durante i cinque minuti dell'intervento, per cui non si`era nemmeno resa conto di aver finito.
FIBROMA CUTANEO
PAG-15011.jpg (3238 byte)DSC03865.jpg (2707 byte)Fibroma del viso
Diagnosticato come "natta"
Sn = PRIMA DELL'INTERVENTO
 Dx = DOPO 15 GIORNI
NEOFORMAZIONI MULTIPLE
101.gif (70455 byte)wpe40.jpg (6009 byte)
Le zone lasciate libere tra le lesioni evitano che la crosta si possa rompere con i movimenti del corpo
 
 
 wpe3F.jpg (11381 byte)
wpe3E.jpg (11666 byte)
 
 wpe42.jpg (6230 byte)
wpe43.jpg (6584 byte) 
 
 
CHELOIDI
wpe24.jpg (8899 byte)wpe23.jpg (5042 byte)Il cheloide per non formarsi dopo essere stato trattato, non deve mai sanguinare ed il tessuto circostante non deve arrossarsi.
 

 

Con il felc, siamo in grado di eliminarlo in due o tre sedute, se il paziente evitera' di stuzzicare la parte trattata.
CHELOIDE SPALLA SINISTRA
TECNICA OPERATORIA
AVVICINARE IL PUNTALE SENZA TOCCARE I TESSUTI
 
wpe26.jpg (8801 byte)wpe27.jpg (8765 byte)ESTREMA ATTENZIONE A NON FERIRE LA CUTE PENA LA NEOFORMAZIONE DI COLLAGENE L'OPERATORE AVRA' L'ACCORTEZZA DI AVVICINARE IL PUNTALE, APPOGGIANDO SALDAMENTE IL LATO DELLA MANO ED IL POLSO SULL'AREA CIRCOSTANTA PER ANNULLARE EVENTUALI MOVIMENTI DEL PAZIENTE

 

 
EROGAZIONE DEL FLUSSO DI ELETTRONI EVIDENZIATO DALLA SCINTILLA - NOTARE CHE I TESSUTI COMBUSTI SI DEPOSITANO INTORNO - SEMPRE SENZA ANESTESIA - NON MEDICARE.
Vaporizzazione elettronica dei tessuti Fattori determinanti l’incremento termico tissutale: 1) reattanza del tessuto - 2) tempo medio degli impulsi - 3) tensione - 4) superficie di contatto - 5) dissipazione termica del tessuto
Effetto joule: maggiore è la resistenza nel punto di contatto, maggiore sarà la caduta di tensione e quindi l’incremento termico nei tessuti j = r i2
Una lesione discheratosica presenta resistenza elettrica elevata - solo nella lesione avremo temperatura elevata per effetto joule - cute sana e sonda: la caduta di tensione e’ minima - raffreddamento per evaporazione dei liquidi tissutali durante l’intervento.
Si ottiene un incremento termico per effetto joule,  se salgono: la reattanza, la tensione ed il duty-cicle.
Oppure, se diminuiscono, la dissipazione termica, la superficie di contatto o la tensione.
Laser: vantaggi - Possibilita di intervenire su tessuti non conduttori.
Intervento selettivo per colori complementari.
Assenza di sensazione di scossa elettrica .
Possibilità di raggiungere punti inaccessibili meccanicamente. Svantaggi.
Erogazione di pacchetti di energia che devono essere totalmente assorbiti dal paziente.
La quantita’ di calore ceduta alla lesione, coinvolge anche i tessuti circostanti.
La diffusione della luce provoca lesioni ai tessuti circostanti comlementari al colore del raggio Laser.
Alcune lesioni riflettono molta dell’energia luminosa emessa, in troppi casi bisogna utilizzare un cromoforo.
Per chi non utilizza il Laser, ricordo che il cromoforo, altro non è che una vernice di colore complementare al colore del raggio Laser.
Con questo pennarello si vernicia la lesione da trattare, rendendola aggredibile dalla luce Laser.
Spesso chi ci richiede interventi di chirurgia dermatologica con il Laser, non si rende conto che dovrà vedersi verniciare la parte da operare, ed ancor peggio, ignora ce la sua lesione, sarà asportata grazie a della vernice arroventata da quel prodigio della tecnica chiamato Laser.
Radiobisturi i vantaggi:
Scarso coinvolgimento dei tessuti circostanti la zona trattata.
Non servono occhiali protettivi.
Facilità nell’utilizzo.
Costo contenuto.
Maneggevolezza.
Svantaggi:
Difficoltà di utilizzo su tessuti scarsamente conduttori.
Continua necessita’ di pulire l’elettrodo.
Necessità di piastra flottante - Sensazione di scossa elettrica.
Necessità di praticare anestesia in molti casi.
F.EL.C: vantaggi:
Possibilità di intervenire su tessuti cattivi conduttori.
Minimo coinvolgimento dei tessuti circostanti.
Assenza di anestesia.
A contatto con i tessuti si auto limita senza "scossa".
Puntale sempre pulito.
Assenza di occhiali e di piastra flottante.
Costo contenuto.
Svantaggi:
A potenza elevata, sensazione di calore simile al diatermocauterio ed al laser.
Non idoneo per: teleangiectasie, coagulazione dei grossi vasi, taglio, depilazione, chirurgia oculistica
Molto indicato per:
Resurfacing, rughe periorbitarie - nevi - rimozione dei tatuaggi - cisti sebacee - verruche volgari - seborroiche - callosità e tilomi - corno epidermico - xantelasmi - cheloidi - iperpigmentazioni - verruche senili - fibromi cutanei.
Tecnica: utilizzare la sonda idonea al tipo d’intervento - impostare il duty cycle - avvicinare la sonda senza toccare la lesione - avviare l’erogazione tramite l’apposito pedale - evitare di portare il puntale a contatto con il tessuto da eliminare, in quanto il miglioramento di conduzione impedirebbe l’incremento termico del tessuto da distruggere - rimuovere con un tampone garzato, il carbonio precipitato, allo scopo di operare sempre a cielo aperto.
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LINFATICO

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