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TESI F.EL.C.

 

Acne in fase attiva e postumi cicatriziali

 

CICATR.JPG (4290 byte)Da anni mi occupo della cura dell'acne e dei postumi cicatriziali delle pustole acneiche.

 

Nei primi tempi consigliavo quanto segue:

 

Il protocollo di terapia per la cura dell’acne e delle sue complicanze, prevede, prima di ogni altra cosa, la necessità di utilizzare per la pulizia della parte affetta dall'acne, esclusivamente sapone di marsiglia tre volte al giorno, proibendo l’uso di cosmetici e farmaci.


Successivamente far effettuare, presso un laboratorio di analisi cliniche ben attrezzato, un tampone con antibiogramma del materiale prelevato da una pustola matura.


Dall’antibiogramma selezionare un antibiotico da far assumere per almeno dieci giorni per via sistemica, ed un antibiotico iniettabile, da utilizzare, invece, localmente, diluito in acqua distillata.


Attenzione: non diluire l’antibiotico con il solvente eventualmente contenuto nella confezione, in quanto potrebbe contenere soluzione fisiologica oppure anestetico.


Nella fase preliminare della cura, prima dell’assunzione dell’antibiotico da parte del paziente, effettuare tre sedute di preparazione con amuchina potenziata da corrente a simmetria variabile, tenendo conto del tipo di cute del paziente.

 

Quindi far iniziare al paziente la terapia antibiotica sistemica.

 

Nelle dieci sedute successive, dopo aver fatto detergere  la parte con sapone di marsiglia, si dovrà eliminare lo strato sebaceo con un prodotto idoneo, quindi rimuovere le cellule dello strato corneo mediante Scraub Ultrasonico.

 

Successivamente, veicolare ad alta intensità l’antibiotico dedotto dall’antibiogramma a cui il germe responsabile risulta più sensibile.

E' importante che quest’ultimo sia diverso da quello utilizzato per via sistemica.

Ricordarsi di diluire solo con acqua distillata, ed utilizzare impulsi modulati in larghezza ad alta intensità’ e media corrente.

Per consolidamento effettuare una veicolazione ad alta intensità con gel borico al 10%, che attenuerà notevolmente il rossore della parte.
In molti casi, specialmente in caso di recidiva, far effettuare un nuovo antibiogramma, per selezionare l’antibiotico da utilizzare per l’eventuale secondo ciclo di applicazioni.

Dall’esperienza clinica, si nota che nel 60% dei casi i germi sono completamente resistenti all’antibiotico utilizzato per il primo ciclo di cura.

Naturalmente nel secondo ciclo quasi mai è necessario utilizzare l’antibiotico per via sistemica.

Solo la valutazione clinica del singolo caso ci indirizzerà sulle eventuali variazioni rispetto a questo protocollo.

 

Facendo una statistica sui risultati ottenuti, solo un dieci percento dei soggetti risultava guarito, mentre gli altri per avere un risultato accettabile, si sarebbero dovuti sottoporre a continui cicli di cure.

 

A questo punto ecco l'idea: affrontare in modo diverso il problema.

 

Mi sono chiesto perché alcuni colleghi curassero l'acne giovanile delle ragazze con anti androgeni, che sappiamo dare parecchi effetti collaterali indesiderati, il minore dei quali è una notevole ritenzione idrica con comparsa di cellulite o peggioramento della stessa in chi già ne era affetto.

 

Certamente la stessa cura con anti androgeni non poteva essere prescritta ai soggetti di sesso maschile per ovvi motivi.

 

Allora, visto che qualsiasi individuo di sesso maschile presenta un tasso di androgeni certamente superiore a quello della nostra ragazza acneica di cui sopra, ci dovremmo chiedere perché l'acne non colpisca tutti i  maschi, che comunque nella loro vita sono stati certamente esposti a quegli strepto - stafilococchi responsabili dell'acne.

 

Una ulteriore considerazione sulla genesi del processo acneico, mi è venuta dall'osservazione della comparsa, sempre nello stesso punto del viso, di un foruncolo "sentinella"nelle pazienti a cui curavo gli inestetismi del viso, sempre pochi giorni prima del ciclo.

 

L'osservazione era doverosa, visto che quando stimolo la ricrescita del fondo delle rughe d'espressione, per evitare che il piccolo lembo di pelle possa sanguinare, chiedo sempre alle mie pazienti di fissare appuntamenti lontani dal ciclo e di non assumere sostanze zuccherine nelle tre ore precedenti la seduta.

 

Per verificare se l'idea che stava prendendo corpo, fosse corretta, chiesi a tutte queste signore "portatrici di foruncolo sentinella" di sottoporsi alla plastica del dotto pilosebaceo che sospettavo fosse la causa del problema.

 

I risultati mi diedero ragione.

 

Infatti in tutte le signore trattate, quella che era ormai considerata una spia dell'approssimarsi del ciclo, non si era più ripresentata.

 

A questo punto ho iniziato la cura dell'acne mediante evaporazione e sterilizzazione delle pustole con drenaggio delle microcisti in profondità dato che si comportano come se fossero delle vere e proprie "semenze" per le pustole acneiche.

 

Anche quest'ultima tecnica, e scaturita dal fatto che persone sottoposte ad una seduta risolutiva di tutte le pustole in fase florida, quando ritornavano per la seconda seduta, presentavano altre pustole attive dove prima erano presenti le microcisti sebacee non trattate.

 

Questa osservazione, è stata resa possibile dal confronto delle foto digitali sovrapposte per trasparenza.

 

È proprio con questo metodo di sovrapposizione di immagini, che sono arrivato alla certezza che le pustole trattate con Felc, non si ripresentano mai più nel punto trattato esattamente come avviene per il foruncolo "sentinella" premestruale.

 

ACNECICAVIS1.JPG (11397 byte)ACNECICAVIS2.JPG (8159 byte)LA CURA PER ACNE ATTIVA E CICATRICI DA ACNE O POST TRAUMATICHE

CASI CLINICI FOTO PRIMA E DOPO

 

In questa immagine, in cui per motivi di privacy, ho incollato una maschera con un naso ed un occhio di un'altra persona, osserviamo una paziente "tipo" che presenta sia cisti acneiche in fase attiva che microcisti con cicatrici post'acneiche.

In questa seconda foto, osserviamo il risultato di questo nuovo approccio terapeutico del quale sono particolarmente orgoglioso.

ACNEV1.jpg (9239 byte)ACNEV2.jpg (9075 byte)Anche In queste foto un caso clinico che ben si presta a far capire la complessità delle lesioni che possono essere risolte con questa tecnica di intervento.

Terminata la seduta il paziente può immediatamente riprendere le sue attività, senza alcuna restrizione.

Sulla pelle del viso, dopo l'intervento, l'unica cosa che raccomando é l'accortezza di disinfettare la parte trattata con del cloruro di benzalconio che é uno dei più diffusi disinfettanti in commercio.

Poi sulla parte si potrà applicare una cipria liquida, o altro cosmetico gradito alla persona, a patto che si tratti di prodotti testati e sicuri dal punto di vista della sterilità e del pH.

Le piccole crosticine, che si formeranno il giorno dopo, cadranno spontaneamente dopo circa cinque giorni cinque giorni, e non dovranno essere staccate prima per nessun motivo.

 

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Un altro caso di acne mista come si presentava alla prima osservazione.

Lo stesso soggetto, dopo il mio trattamento.

È doveroso premettere che tutti i casi clinici riportati, prima di sottoporsi al io trattamento, si erano sottoposti a peeling di ogni tipo, Dermoabrasione a cristalli di corindone, LASER Resurfacing, cure ormonali, roaccutan, ripetute pulizie del viso ecc. ecc..

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Anche in questo caso, la plastica FELC ha ottenuto i risultati voluti.Ricordiamoci sempre che i soggetti fotografati, sono stati coperti con la solita maschera.

Qui sotto il dopo alcune applicazioni. Il soggetto attualmente sta continuando la cura.

 

 

Cicatrici gravi da acne del dorso.

 

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Sopra il prima, sotto appena finito il trattamento FELC per cicatrici(diverso da quello dei casi precedenti, visto che in questo caso abbiamo solo cicatrici e non pustole od altro).

 

Sotto, infine il dopo a distanza di sette giorni.

 

 

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