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- Da una idea del Prof. Giorgio Fippi, docente di Elettro-Laser
Chirurgia.
Presidente della Società Italiana di Medicina Estetica e Chirurgia non Ablativa
(S.I.M.E.C.N.A.)
La Blefaroplastica Dinamica non Ablativa. 
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Blefaroplastica senza intervento chirurgico?
Oggi è possibile.
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Molte persone affette da quelleccesso di pelle alle palpebre che conferisce allo
sguardo unaria stanca e datata, evitano di affrontare lintervento
di blefaroplastica per paura sia di affrontare una anestesia sia di andare incontro alle
possibili complicanze conseguenti allintervento tradizionale.
Dalle più banali orecchie di cane, alla asimmetria tra i due occhi, alle
cicatrici ipertrofiche e cheloidi fino al lagoftalmo e ai danni irreversibili al visus,
come riferito dalla stampa nazionale e estera degli ultimi giorni.
 (fotogramma
1 eccesso di cute) (fotogramma 2 risultato a 28 giorni)
La radiofrequenza del radiobisturi, trova un percorso preferenziale nel nervo ottico per
scaricare verso lelettrodo di massa, la luce del laser (diffusa, diffratta,
riflessa, condotta e assorbita) non è certamente meno rischiosa.
La blefaroplastica non ablativa, come dice lo stesso nome, non ricorre al bisturi o al
laser per rimuovere la cute in eccesso, evitando così tutti i rischi dellintervento
tradizionale.
Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita Dinamica in quanto permette
alloperatore di invitare il paziente ad aprire e chiudere gli occhi durante il
trattamento, mettendo così in evidenza le pliche di cute ancora da trattare.
Questa tecnica di Blefaroplastica viene definita non ablativa in quanto si
effettua senza incidere, senza asportare cute in eccesso, senza asportare grasso e senza
modificare il muscolo orbicolare delle palpebre.
Lintervento di Blefaroplastica dinamica non ablativa si effettua eliminando i
corneociti per sublimazione.
 Ricordiamo
che per sublimazione si intende il passaggio diretto dallo stato solido a quello gassoso o
aeriforme.
Si opera intervenendo mediante piccoli spot effettuati con un Plexr ciascuno di 500 micron
distanziati tra loro per consentire, appena terminata la seduta, la perfetta plasticità
del movimento palpebrale.
Ciascuno di questi spot, sublima i corneociti superficiali senza coinvolgere la lamina
basale e senza causare sanguinamento e, cosa più importante senza causare alcun danno
necrotico ai tessuti circostanti e sottostanti.
In questo caso sono state trattate più pliche palpebrali in un paziente di sesso
maschile, cercando di attenuare al massimo le rughe periorbitarie, senza tuttavia
eliminarle totalmente per evitare leffetto rifatto .
Il trattamento è stato volutamente effettuato in quattro sedute al fine di non dare
nellocchio consentendo la prosecuzione dellattività lavorativa, il
giorno stesso delle sedute.
La parte trattata, circa un centimetro quadrato, facilmente intuibile del colorito roseo
del canto esterno della palpebra superiore, è stata scelta in quanto permetteva sia il
lifting delle rughe periorbitarie sia la blefaroplastica superiore.
Questo effetto non è ottenibile con la blefaroplastica tradizionale ed è un ulteriore
motivo a favore della blefaroplastica non ablativa.
Come per tutti gli interventi di Blefaroplastica non ablativa, non si hanno cicatrici o
asimmetrie, il colorito rosato della parte trattata, visibile al controllo effettuato 28
giorni dopo, si normalizza nei giorni successivi e, come evidente dalle foto, non si ha
abbassamento del sopracciglio che conferirebbe il classico aspetto triste dello sguardo
classico del post blefaro tradizionale.
Un ulteriore vantaggio è quello di non causare mai lagoftalmo o quelleccessiva
apertura degli occhi che da allo sguardo quellaspetto spiritato.
Con la blefaroplastica non ablativa realizzata dopo anni di ricerca, oltre alla classica
riduzione delleccesso di cute della palpebra superiore, si ottiene un accorciamento
della cute in eccesso a livello perioculare esterno con conseguente scomparsa delle rughe
d'espressione periorbitarie zigomatiche.
Se la parte trattata è particolarmente estesa si avrà un edema che comparirà la sera
del giorno dopo e che durerà circa due giorni.
Per evitare questa evenienza, tutto sommato trascurabile rispetto ai vantaggi, è
opportuno effettuare il trattamento in due o più sedute.
Comunque leventuale edema post trattamento, è facilmente gestibile effettuando
sedute meno impegnative e può essere ridotto o evitato, applicando subito dopo la seduta
delle sfere di metallo ghiacciate e ricoperte con pellicola trasparente.
Queste, andranno applicate delicatamente sulla parte trattata per ridurre anche quella
piccola quantità di calore che residua durante il trattamento Plexr e che per una zona
così sensibile potrebbe dare, il giorno dopo un lieve gonfiore alla parte.
Come per tutti gli interventi di chirurgia non ablativa effettuati sulle palpebre o vicino
agli occhi, dovremo osservare le classiche precauzioni.
Se non necessario evitiamo di anestetizzare la parte, e, visto che non si ha sanguinamento
non applichiamo alcun tipo di medicazione, tranne l'utilizzo di un collirio a base di
benzalconio al solo scopo di disinfettare la parte.
Il paziente dovrà lavarsi come sempre, asciugare la parte tamponando con un fazzoletto di
cotone, avendo l'accortezza di non strofinare.
Poi applicherà alcune gocce di collirio al benzalconio, non nellocchio ma sulla
parte trattata.
La parte man mano che viene trattata dà già lidea del risultato finale.
Infatti, appena terminato il trattamento, il paziente vede il risultato ottenuto e può
riprendere immediatamente la propria attività.
Loperatore dovrà appoggiarsi sempre su un piano osseo per minimizzare eventuali
movimenti repentini del paziente, intervenire sempre su piccole aree formando dei puntini
disposti a triangolo ed intervallati lun laltro da una distanza uguale alla
dimensione del punto di sublimazione fatto con il Plexr.
Dovrà alternare le aree trattate per permettere lo smaltimento dei vapori di
sublimazione, utilizzare un aspiratore di fumi, far tenere sempre chiusi gli occhi al
paziente, farli aprire e chiudere di tanto in tanto per valutare i punti di cute da
trattare.
Questa immagine serve a spiegare la tecnica punto a punto per eliminare
leccesso di cute sia della palpebra superiore sia da quella inferiore.
Come si intuisce dalla foto, si deve effettuare una lieve pressione con un dito dalla
parte temporale verso locchio per evidenziare le pliche verticali dei tessuti
perioculari.
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Gli spot di sublimazione dovranno essere fatti sui punti riportati sulla foto A1.
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Ogni punto dovrà essere trattato con un solo spot per evitare di coinvolgere lo strato
papillare del derma.
In questo modo, oltre ad eliminare i corneociti, otterremo un effetto lifting che farà
attenuare fino a far sparire le piccole rughe periorbitarie(zampe di gallina).
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 Questa
immagine fa vedere la cute in eccesso della palpebra superiore che si presenta appesantita
ed estremamente plissettata.
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Qui praticheremo la tecnica mediante spot point by point.
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A destra si vedono i puntini di carbonio staccati l'uno dall'altro allinizio della
seduta.
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Non è stata praticata anestesia con le classiche creme anestetiche in quanto la paziente
presentava una alta soglia del dolore e aveva timore nellapplicare qualsiasi tipo di
anestetico.
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Se possibile si cercherà di evitare luso di anestetici topici, anche se i tessuti
perioculari sono particolarmente sensibili e richiedono una estrema delicatezza di
intervento.
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Naturalmente si procederà trattando le altre pliche di tessuto eccedente che si osservano
al di sopra delle ciglia e sul canto nasale della palpebra superiore.
 Ogni
tanto si deve invitare il paziente ad aprire locchio per evidenziare le parti non
trattate che altrimenti non sarebbero visibili.(immagine a sinistra)
Si vede benissimo la parte nasale con tre pliche di tessuto eccedente da trattare
per ottenere un risultato esteticamente ottimale evidenziato dalla estrema naturalezza
dello sguardo. Il risultato a tre mesi dalla seduta è eccellente e senza alcuna cicatrice
o retrazione (immagine a destra).
Non cè alcun segno che possa far pensare che sia stato fatto un trattamento di
blefaroplastica.
La paziente e stata felice di non aver avuto disagio nel post intervento se non un lieve
gonfiore il giorno successivo.
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Per evitare anche questo, consiglio di effettuare la blefaroplastica in più sedute.
In questo modo non si avrà nessun gonfiore e si potrà, da subito, uscendo dallo studio
del medico, riprende la propria attività.
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Una seduta tipo, dura al massimo dieci minuti e le crosticine puntiformi di meno di un
millimetro cadranno dopo circa tre o, al massimo, sette giorni.
Oggi, finalmente, possiamo affermare che la Blefaroplastica Dinamica non Ablativa per
Sublimazione, è sicuramente superiore alla chirurgia classica sia per lo splendido
effetto estetico e funzionale, sia per lazzeramento del disagio del paziente
rispetto ai rischi e ai costi di intervento.

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- Per maggiori informazioni
www.fippi.net - www.felc.it
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 Un intervento di
blefaroplastica non ablativa effettuato dal collega dott. Fabio Caprara di Milano a
destra lo
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- splendido risultato a 28 giorni dove si apprezza la manualità dell'operatore
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MILANO dottor
Fabio Caprara Dott. In Medicina e Chirurgia - Dott. In Odontoiatria e Protesi Dentaria
Master Post Universitario Quadriennale in Medicina Estetica - www.clinicadermoestetica.it info@clinicadermoestetica.it
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- STUDI: Medicina Estetica: Milano Via Vittor Pisani 5
(P.zza Repubblica) tel 02 93.88.75.94 Odontoiatria Estetica: Cinisello Balsamo Via F.
Guardi 50 tel 02 66.014.320
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