Lidea di utilizzare ossigeno nelle sole zone di pertinenza
linfatica e la carbossi in quelle lipodistrofiche da turbe del microcircolo, a
tuttoggi è sempre valida.
Un notevole passo avanti, nellabbreviare i protocolli in
estetica, lo ho ottenuto miscelando i due gas nella stessa siringa, in modo da ottenere
una sorta di ginnastica vascolare in due tempi.
Allinizio avevo allestito siringhe con percentuali diverse dei
due gas, e le avevo testate su me stesso per verificare quale percentuale fosse la meno
fastidiosa, per poi passare al protocollo definitivo per i pazienti.
I risultati sono stati estremamente gratificanti: 99% positivi.
Il protocollo prevede un numero di sedute che a seconda dei casi
varia da tre a dieci-quindici (solitamente sei).
La cadenza di una volta a settimana, per sei settimane in tutto, nei
casi non complicati.
Riassumendo:
Nel microcircolo capillare ematico, la presenza di O2 provoca una
vasodilatazione, mentre la presenza di O2 causa una vasocostrizione.
Nel microcircolo capillare linfatico, uniniezione di O2 o di
CO2 provoca la dilatazione meccanica dei linfatici favorendo il drenaggio dei liquidi.
Un ganglio linfatico infetto blocca lo scarico dei liquidi del
territorio di sua competenza.
I germi anaerobi, responsabili dellinfezione di un ganglio
linfatico, sono uccisi dalliniezione di ossigeno.
Per verificare la riduzione di liquidi in un distretto, Tarare
lecografo e marcare il punto di applicazione della sonda (foto digitale), per
effettuare il controllo successivo nelle stesse condizioni. Confrontare le due eco per
evidenziare laumento del bianco (diminuzione dei liquidi)
Comparare la diminuzione di spessore del pannicolo con laumento
di bianco (unimmagine ecografica più chiara, a parità di impostazioni della
macchina, e ripresa esattamente nello stesso punto, depongono per una diminuzione dei
liquidi interstiziali. Per riposizionare la sonda nello stesso punto, scattare una foto
della sonda allatto della prima ecografia. Per verificare il miglioramento o la
normalizzazione del microcircolo, bisognerà effettuare dei pattern di controllo, sempre
nello stesso punto preso come test, mediante epiluminescenza, confrontando i due spot
digitalizzati, per sovrapposizione.
Il paziente non deve osservare alcuna dieta durante le sei sedute, il
calo ponderale deve risultare al massimo di 1,8kg per sei sedute (max 300gr. Per seduta).
Materiali: siringhe da 50cc, caricate con una miscela di ossigeno ed
anidride carbonica dal 10% al 50%
Ago da 30 gouges, disinfettante allo iodio. Metodi: disinfettare la
parte da trattare, iniettare rigorosamente senza superare lo strato di Grentz
(rigorosamente nellepidermide).
Dottor Giorgio Fippi,Medico Chirurgo, Docente di Elettro-Chirurgia
dermatologica a: Libera Università Leonardo da Vinci, Università Roma 2 Tor Vergata ,
Università dell'Aquila.
OSSIGENO E CARBOSSIGENO
Le gas terapie erano già praticate negli anni trenta, con metodi e
protocolli i più disparati.
Poi, abbandonate per decenni, sono state riprese in considerazione
negli anni ottanta, con lossigeno-ozono e con la carbossi terapia.
Solo lossigenoterapia iperbarica, si è mantenuta pressoché
costante, nei gabinetti fisioterapici più attrezzati.
Nel secolo scorso (1985-86) ho iniziato un protocollo di ricerca per
valutarne gli effetti nelle ulcere varicose degli arti inferiori, sotto la spinta
emozionale del mio Maestro di Medicina Mario Giacovazzo, il quale, saputo che dirigevo un
gabinetto fisiokinesi terapico, mi consigliò di utilizzare il solo ossigeno, infiltrato
nei tessuti.
Ottenuti i primi risultati strepitosi sul vascolare, studiando le
schede dei pazienti con i miei collaboratori, mi sono accorto dei notevoli effetti
estetici (riduzione degli edemi e della cute a buccia darancia) nei distretti a
monte dei linfatici trattati a scopo antibatterico, iniziai ad occuparmi di medicina
estetica.
Infatti, il protocollo che avevo adottato nel mio gabinetto
fisiatrico, prevedeva, oltre il trattamento iniettivo dei margini dellulcera e delle
aree tributarie dellulcera stessa, liniezione di almeno 100cc di ossigeno puro
iniettabile, nellarea linfonodale pertinente per drenaggio.
Ora, se lossigeno terapia iniettiva, è insostituibile per
facilitare in tempi estremamente brevi (15gg) il drenaggio dei liquidi in una
panniculopatia edematosa, poco può sul versante lipodistrofia (accumulo di grasso) da
turbe del microcircolo.
Anzi, in certi casi, la aggrava dal momento che i capillari
reagiscono alliniezione dossigeno, con una vasocostrizione reattiva, visibile
anche ad occhio nudo come unarea ischemica nellarea infiltrata.
Sempre nelle ulcere per ottenere una normalizzazione del microcircolo
capillare e per facilitare gli shunt, utilizzavo la carbossi terapia nelle aree
circostanti i margini, a precedere lossigeno (mai a seguire!), ed in questo caso
avevamo osservato con i colleghi, che leventuale presenza di adipe in quei
distretti, tendeva a ridursi.